La scuola raccontata dalla cattedra

SCUOLA, LA CRISI VISTA DALLA CATTEDRA E I PROFESSORI RACCONTANO IL FLOP

 Da “LA REPUBBLICA” di giovedì 17 settembre 2009

 È boom di libri sull`istruzione ai tempi della riforma di MARIA NOVELLA DE LUCA ROMA

 C`è chi sceglie la cattiveria, chi l`amarcord. Chi il saggio, chi il racconto breve. Anche se è il diario narrato in forma di romanzo la formula che sembra catturare di più. Sogni, speranze, frustrazione, rabbia. Vitevissute.

Ricordi. Memorie. Foto di classe custodite di anno in anno. Da Nord a Sud i prof d`Italia si raccontano e raccontano la scuola.

Decine di libri in pochi mesi per descrivere il malessere di una categoria e il cataclisma di un`istituzione falciata datagli, riforme e controriforme. «Un immenso fare e disfare perché alla fine tutto resti com`è», commenta amaro Claudio Cremaschi, ex dirigente scolastico, autore di “Malascuola”, edito da Piemme, ironico e dettagliato saggio che dimostra come governo dopo governo, con i voti o senza i voti, con il grembiule o senza il grembiule, la scuola fagocita e digerisce tutto, «restando uguale a se stessa».

È un fenomeno editoriale, forse di nicchia, ma di sicuro richiamo.

Come se i prof d`Italia, assediati e malpagati, avessero deciso finalmente di dire la loro. Il professor Gianmarco Perboni, ad esempio. Per descrivere l`odissea di un docente di inglese precario sceglie l`arma della crudeltà e, con “Perle ai porci” pubblicato da Rizzoli, offre un ritratto spietato degli studenti. «Scrivo sotto pseudonimo perché so di essere assolutamente sgradevole nel libro, una “carogna”, ma di testi buonisti sulla scuola ce ne sono fin troppi- ammette Perboni, che nel frattempo è diventato di ruolo -. La chiave è grottesca ma la base è reale, gli studenti detestano la cultura, il loro unico sogno è quello far parte del cast di “Amici”, e reputano i docenti dei poveri perdenti che hanno studiato anni e anni per ritrovarsi con uno stipendio di 1.200 euro al mese. E questo disprezzo purtroppo gli viene insegnato in famiglia, da genitori che a loro volta ritengono gli inse- guanti degli sfigati…» .

E con tutt`altro sguardo che descrive invece trent`anni di vita tra collegi dei docenti e aule dei professori Giulia Alberico; che in “Cuantapasion”, Mondadori, ripercorre sul filo del ricordo i destini dei suoi studenti. «Ho scritto questo libro nel pieno dellatremenda riforma Gelmini. Un panorama così cupo che ho sentito il bisogno di testimoniare quanto invece la scuola sia un`occasione irripetibile, e quanto i ragazzi siano spesso migliori delle loro azioni. L`insegnante ha un mandato educativo: se vogliamo che gli studenti imparino non possiamo prescindere dal loro essere “persone”. Questa scuola dell`esclusione che rifiuta gli immigrati e i più deboli, aumenterà soltanto il disagio sociale».

Dai libri di Domenico Starnone e Paola Mastrocola all`incredibile successo di “Io speriamo che me la cavo”, di Marcello D`Orta, il tema scuola ha sempre avuto un suo posto nel mercato editoriale. Oggi però c`è un`intera categoria, in crisi profonda, che scrive e racconta. Da Marco Lodoli con “Il rosso e il blu” appena uscito per Einaudi, a Giovanna Bandini con “Lezioni d`amore” di Newton Compton, da “Orgoglio di classe” di Margherita Oggero a “La città dei ragazzi” di Eraldo Affinati, pubblicati da Mondadori, fino a “Almanacco di un professore” di Lubrano Di Diego, edito da Guida. Ma forse è Chiara Valerio, classe 1978, giovane docente di matematica e poi scrittrice, che` in “Nessuna scuola mi consola” (Nottetempo) trova, senza parafrasi, una delle definizioni più calzanti per questi anni difficili. «Il prof oggi è solo chi resiste. Un lavoro duro dove le famiglie ti assediano, i ragazzi ti ignorano ela burocrazia ti schiaccia. Prof è soltanto chi resiste a tutto questo, con la tenacia e la voglia di trasmettere cultura e aprire le menti. Poi, a un certo punto, alcuni ragazzi rispondono.

Ed è bellissimo… ».

One Response to “La scuola raccontata dalla cattedra”

  1. [...] Si può leggere l’articolo sulla rassegna stampa del Governo, oppure in Interviste. [...]

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