Fabio Ranchetti sul Corriere della Sera

Nella rubrica “Un libro, un caso” del Corriere Economia di lunedì 21 settembre, il prof. Fabio Ranchetti recensisce”Malascuola” in un articolo dal titolo “Più alunni per classe migliorerà la scuola”. i titoli, si sa, sono un po’ sbrigativi, e questo risulta un po’ provocatorio. Ma il contenuto dell’articolo fa giustizia delle semplificazioni.

Corriere 21-9-09

Da Cremaschi una ricetta in sei punti per riqualificare la formazione in Italia. Senza aumentare i costi

Che la scuola (e l’università) siano “il futuro dei nostri figli, la speranza della nazione” e costituiscano la vera emergenza della società italiana non c’è chi non lo dica. Il punto è da dove incominciare ad affrontare tale problema e perché non lo si faccia in modo veramente efficace. In questo libro Cremaschi, uomo di scuola (docente, preside, sindacalista, autore di testi scolastici), avanza una proposta radicale, come subito appare dal sottotitolo: “se io fossi il ministro dell’Istruzione raddoppierei lo stipendio agli insegnanti”.

In verità, l’autore suggerisce un più vasto e complesso programma di intervento in sei punti, con ragionamenti, tavole e grafici che rivelano un’analisi profonda e difficilmente confutabile (bellissime le pagine sulla valutazione della qualità della didattica e degli insegnanti).

Ma vediamo le ragioni della proposta più provocatoria. Qualche mese fa sugli autobus e i metrò di Londra appariva il seguente messaggio pubblicitario: Turn your talent to teaching, ovvero rivolgi il tuo talento all’insegnamento; così “potrai aiutare gli studenti a esplorare fenomeni complessi: elettrostatica, onde armoniche, Jimmy Hendrix… Come insegnante puoi arrivare a uno stipendio di 42mila sterline ovvero circa 48mila euro o più”.

Il confronto è presto fatto: in Italia, dopo 15 anni di insegnamento un docente ha uno stipendio di 26 mila euro (la media OCSE è di 35 mila euro): Ora, è evidente che per adeguare gli stipendi italiani a quelli europei (oltre alle alte cose necessarie, come la formazione), occorra aumentare le risorse destinate all’istruzione. La tesi di Cremaschi è che ciò debba avvenire senza aumentare i costi. Come? in estrema sintesi, riducendo il numero degli insegnanti, delle materie e degli indirizzi e riorgnizzando il tempo sia dei docenti che degli studenti.

Un esempio: ridefinendo le classi in modo che il numero medio di alunni per classe salga da 21,3 a 24, che è il dato medio Ocse per le scuole secondarie. Le proposte di Cremaschi sono tutte estremamente ragionevoli. E allora che cosa vi si oppone, se anche il ministro dell’Economia no può che essere d’accordo? La risposta è semplice: il groviglio degli interessi costituiti, da quelli politici a quelli sindacali, da quelli dei precari a quelli degli studenti. Solo un ministro dell’Istruzione e un governo davvero forti e coesi potrebbero spezzare tale nodo.

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