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	<title>Commenti a: Il libro che avrei voluto scrivere io</title>
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	<description>Se io fossi il ministro dell&#039;istruzione raddoppierei lo stipendio agli insegnanti</description>
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		<title>Di: claudiocremaschi</title>
		<link>http://malascuola.it/recensioni/il-libro-che-avrei-voluto-scrivere-io/#comment-10</link>
		<dc:creator>claudiocremaschi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 11:41:57 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie a Campione per la lettura attenta e per i giudizi lusinghieri. Ne approfitto per alcune risposte: non per confutare le opinioni di chi mi legge. Ben vengano le diversità, la discussione si basa su questo. Ma per precisare punti su cui evidentemente non sono stato abbastanza chiaro. E riprendo le osservazioni di Marco, una per una.
1. Il testo è stato scritto effettivamente nello scorso autunno, e chiuso in aprile. Peraltro confesso che non mi interessava infilarmi troppo nell’attualità contingente.
2. Non mi interessa molto schierarmi contro la Gelmini o a favore di qualcun altro, ma ragionare nel merito. I riconoscimenti a Berlinguer si possono ritrovare nel mio sostegno incondizionato all’idea di autonomia, anche se poi in Italia spesso le idee giuste restano incompiute. E restare a metà del guado non dà i risultati positivi, ma peggiora l’esistente. Berlinguer ha avuto anche il merito di impostare una proposta di riordino dei cicli, troppo complicata, ma rispondente a un pensiero sulla scuola, che poi si è perso. E di tentare di ragionare sulla valutazione degli insegnanti.
3. Non si può parlare di tutto. Ho scelto di parlare di quello che conosco meglio. Anche l’Università è rimasta sullo sfondo. Non ho certezze, l’importante è discuterne con un’idea forte di scuola.
4. Concordo in pieno. Non mi sono occupato del riordino dei cicli. Ho solo tentato di dimostrare come si può cambiare senza rinunciare al tempo scuola, alle classi, ecc, ecc. Ma se entriamo nel merito di come “rifare” la scuola, quello che si studia, e come, avrei parecchio da dire. Sarà – forse – per un prossimo libro.
5. Qui mi pare ti contraddica: qualche riga sotto racconti correttamente le mie proposte sulla formazione iniziale. Ovviamente sono indicazioni generali, quando sarò ministro (… scherzo!!) proporrò un regolamento ad hoc.

Comunque sono dettagli. L’importante è che si ricominci a parlare di scuola, e che specie a sinistra, si esca dai luoghi comuni, dagli stereotipi, dalle proteste spot.
Alla prossima, e grazie ancora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Campione per la lettura attenta e per i giudizi lusinghieri. Ne approfitto per alcune risposte: non per confutare le opinioni di chi mi legge. Ben vengano le diversità, la discussione si basa su questo. Ma per precisare punti su cui evidentemente non sono stato abbastanza chiaro. E riprendo le osservazioni di Marco, una per una.<br />
1. Il testo è stato scritto effettivamente nello scorso autunno, e chiuso in aprile. Peraltro confesso che non mi interessava infilarmi troppo nell’attualità contingente.<br />
2. Non mi interessa molto schierarmi contro la Gelmini o a favore di qualcun altro, ma ragionare nel merito. I riconoscimenti a Berlinguer si possono ritrovare nel mio sostegno incondizionato all’idea di autonomia, anche se poi in Italia spesso le idee giuste restano incompiute. E restare a metà del guado non dà i risultati positivi, ma peggiora l’esistente. Berlinguer ha avuto anche il merito di impostare una proposta di riordino dei cicli, troppo complicata, ma rispondente a un pensiero sulla scuola, che poi si è perso. E di tentare di ragionare sulla valutazione degli insegnanti.<br />
3. Non si può parlare di tutto. Ho scelto di parlare di quello che conosco meglio. Anche l’Università è rimasta sullo sfondo. Non ho certezze, l’importante è discuterne con un’idea forte di scuola.<br />
4. Concordo in pieno. Non mi sono occupato del riordino dei cicli. Ho solo tentato di dimostrare come si può cambiare senza rinunciare al tempo scuola, alle classi, ecc, ecc. Ma se entriamo nel merito di come “rifare” la scuola, quello che si studia, e come, avrei parecchio da dire. Sarà – forse – per un prossimo libro.<br />
5. Qui mi pare ti contraddica: qualche riga sotto racconti correttamente le mie proposte sulla formazione iniziale. Ovviamente sono indicazioni generali, quando sarò ministro (… scherzo!!) proporrò un regolamento ad hoc.</p>
<p>Comunque sono dettagli. L’importante è che si ricominci a parlare di scuola, e che specie a sinistra, si esca dai luoghi comuni, dagli stereotipi, dalle proteste spot.<br />
Alla prossima, e grazie ancora.</p>
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